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Cronache di una giornata perfetta
di: Ciro Vitale | Realizzazione video: Pier Paolo Patti | Soundscape: Retina.it | Produttore esecutivo: Gianni Schubert | video realizzato in occasione della mostra di Ciro Vitale "Ti dico degli assenti", Galleria Arte Borgogna - Milano
Tocca avvenimenti successivi alla Resistenza, ma dove il concetto di “resistenza” è la parola chiave, il video Cronaca di un giorno perfetto, costituito da stralci di filmati storici d’archivio montati insieme.
Pensato come se si svolgesse in una sola giornata, il video presenta un intreccio di episodi della storia italiana contemporanea dove sono emerse logiche antidemocratiche, situazioni in cui si è assistito a un ritorno di forme repressive a cui si è contrapposta una forte reazione popolare: dalla rivolta “dei centomila” di Genova del 30 giugno 1960 alla Genova del G8, dai “fatti di Reggio” del 1970 e 1971 alla “battaglia” di Valle Giulia, insieme ad altri momenti di contestazione, tratti soprattutto dagli anni sessanta e settanta. La narrazione, per flash visivi, è costituita da un inizio in cui le parti si fronteggiano, il climax corrisponde con il clou degli episodi di violenza, e nel finale torna la quiete e si fanno i conti con i morti e i feriti. Episodi diversi, che però contengono sempre gli stessi elementi e il medesimo svolgimento, da cui emerge la considerazione dell’artista di come l’episodio storico - di resistenza e di contestazione, in questo caso - non sia mai isolato rispetto al presente, ma è contemporaneo, presente e agente nell’oggi. Francesca Guerrisoli
2010
Ciro Vitale
Retina.it
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Lavoroliquido
Regia: Michele Cinque | Montaggio: Stefano Cormino
| Riprese: Michele Cinque, Stefano Cormino, Alessandro Leonardi, Pier
Paolo Patti | Musiche Live tratte da: Makina, Produzione: MRF
5,IMAIE, CGIL 100 anni, Multimedia Labor Festival, Aamod Cineteca di Bologna
Nel novembre 2006, all’interno del “Multimedia LaborFestival’ si è tenuto Makina,
Concerto curato da Luigi Cinque e dedicato al mondo del lavoro.
Un gruppo di artisti (musicisti, poeti, cantanti, videoartisti) e di tecnici si è riunito
per tre giorni negli spazi del Link, a Bologna, per costruire insieme l’evento.
Lavoro Liquido attraversa i tre giorni di preparazione fino al concerto live,
ne incontra i protagonisti, li interroga sulle loro personali esperienze con il lavoro.
Proprio questi racconti conducono il film attraverso il mondo del lavoro: dall’Italia del boom economico alla precarietà contemporanea, col supporto
delle immagini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.
2007
Lavoroliquido
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Around fortier
Regia, riprese, montaggio: Stefano
Cormino, Emiliano Campagnola, Bruno Capezzuoli | Sound design: Bruno
Capezzuoli | 3x3 - Second Life live performance a cura di Emiliano
Campagnola | Produzione: Roma Europa Festival
Videoperformance su tre schermi indipendenti, che simulano i
lati di piazza S. Lorenzo in Lucina, dove è avvenuta la performance
del danzatore canadese Paul Andrè Fortier per 30 giorni per 30 minuti
al giorno. La riproduzione dei diversi angoli di ripresa prima
verosimile, poi destrutturata, fino alla virtualizzazione della
piazza stessa e del performer su Second Life e ritorno.
Durante il periodo della performance di Fortier 9 Novembre - 8
Dicembre, l’avatar di Fortier danza imitando le sue movenze per 3
giorni per 3 minuti. I gesti di Fortier Alter in parte sono stati
generati con il motion capture e immessi in Second Life da Josephine
Dorado (Funksoup), questo materiale registrato fa parte della
proiezione finale.
La videoperformance dal vivo avviene per mano di 3 creativi: Stefano
Cormino, Emiliano Campagnola e Bruno Capezzuoli che ricombinano i materiali della piazza con le
reazioni del pubblico al centro e la coreografia dell’artista
intorno, generando quindi una situazione uguale e contraria alla
danza dal vivo dove l’artista reagiva al pubblico e ai cambiamenti
del luogo.
2007
Vite3
Pixel Orchestra
Roma Europa Festival
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Carbonio
Regia, riprese e montaggio: Stefano Cormino, Emanuele De Amicis Co-Produzione: Gush
Il video è stato realizzato in occasione del VI Edizione di Letterature - Festival Internazionale di Roma e presentato nell'ambito della mostra Primo Levi - I giorni e le opere.
Da Scott Turow ad Andrea Camilleri, da Alessandro Baricco a John Banville, da Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio, Roberto Calasso ad Alicia Gimenez Bartlett, Moni Ovadia, Tullio Regge, Alberto Sinigaglia.
Perché le storie di Primo Levi sono ancora drammaticamente contemporanee? Perché il suo stile letterario, così asciutto ed essenziale, ci appare così moderno? E perché, tra tutti gli autori che hanno raccontato la Shoah, Levi è stato il più grande e il più amato?
Autori e scienziati di fama internazionale ricordano la prima volta che lessero Primo Levi e spiegano perché è necessario leggerlo ancora oggi, permettendoci di capire l’importanza dell’opera e della testimonianza di Primo Levi.
Traendo spunto dal racconto Carbonio- Il sistema periodico, Primo Levi, le interviste sono inframmezzate da citazioni del testo, punti di incontro del racconto con le vicende di un pensatore alla ricerca di quell'atomo di carbonio racchiuso nel mondo attorno a se.
2007
Gush
Festival delle Letterature
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Slave
Idea e azione: Emiliano Campagnola |
Aiuto regia: Heidrun Kaletsch |
Assistente alla regia: Alicja Ziolko |
Ingegnerie video: Pier Paolo Patti e Stefano Cormino |
Animazioni grafiche: Valentina Vitiello | Prodzione: Vite3, Mastofabro
Slave è uno spettacolo teatrale alla ricerca della virtù. Celebra il rapporto tra virtuale e reale, tra le opinioni vere e la realtà.
Il Mito della Caverna ed il Menone di Platone sono i testi da cui si parte per una procedura maieutica su una cyclette (con alcuni casi di teletrasporto)per arrivare alla dimostrazione dell' immortalità dell' anima.
Un unico attore in scena interpreta il personaggio di Socrate e quello di Menone, alternando domande e risposte sul tema dell' "insegnabilità" della virtù con il suo alter ego in video.
2007
Vite3
Zoculture
Neverland on stage
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Ecco l'aprile
video girato il 25 Aprile 2006, durante l' azione di Ciro Vitale per l'opera: Evoluzioni
Regia: Pier Paolo Patti, Ciro Vitale | Montaggio: Pier Paolo Patti | Camera: Pier Paolo Patti, Fabio di Concilio | Consulenza scenografica: Mario Paolucci
Alte pareti di ferro, simulazione di un vicolo, introducono gli spettatori alla visione di un filmato dove un vero vicolo è teatro di un lancio di mobili e oggetti dalle finestre. Il gesto è collettivo, il sintomo di un malessere sociale, una specie di rivolta anonima e popolare che, se parte citando Le quattro giornate di Napoli, diventa attuale in questa emanazione di energia eclatante, spettacolare, rumorosa e liberatoria. Il lavoro è accompagnato da un documentario realizzato da Pier Paolo Patti dove gli abitanti del vicolo dicono la loro, si lasciano coinvolgere, aprono le loro case. Se il video è desertico, il documentario è una straordinaria sfilata di ritratti e di voci.
2006
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Extra metello
liberamente ispirato al romanzo METELLO di Vasco Pratolina
ideazione: Mauro Carulli, Danilo Morbidoni, Sara Panucci | regia: Danilo Morbidoni ,Sara Panucci | interventi video: Stefano Cormino con la partecipazione sonora di Francesco Paniccia | assistente alla regia: Valerio Tani, Federica Lariccia con: Ibou Ibrahima Mbengue, Mauro Carulli, Michela Iori, Danilo Morbidoni, Andrea Orlando, Sara Panucci, Antonio Valeo | musiche dal vivo: Mauro Conti Daniele, Coluccini Matteo Botrugno
ExtraMetello nasce da una riflessione sul “Metello” di Vasco Pratolini, epifania di una nuova coscienza dei lavoratori. “Non essere mai il primo e mai l’ultimo”, è la legge che governa le azioni del giovane Metello, appena arrivato nella grande città, all’inizio di un nuovo viaggio, molto diverso da quello che si può contare in chilometri e che lo porterà ad impegnarsi per vedere riconosciuti i propri diritti e quelli dei suoi compagni.
A distanza di cento anni, la situazione è cambiata?
Esiste ancora oggi un Metello?
...in un cantiere poi in un altro cantiere, fuori dai confini, perchè la dignità non ha confini, i diritti non hanno frontiere.
Nella creazione dei video molto importanti sono state le riflessioni per immagini sui temi del lavoro dei registi Sergej Mikhajlovi? Ejzenštejn, Fritz Lang, Martin Scorsese. Il contatore-video che apre e chiude lo spettacolo indica il numero dei morti per incidenti sui cantieri nel' 05.
2006
Keramik Papier
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Germinalice
Regia: Sara Panucci, Danilo Morbidoni | Video: Stefano Cormino | Musica: Romeo D'Orazio | Con: Michela Iori, Danilo Morbidoni, Sara Panucci
Descrizione:
Incubalice è un progetto a tappe che parte da Alice Underground (prima stesura di Carroll). Un luogo interiore che si nutre degli spazi esterni (luci, colori, avvenimenti) e del tempo, in cui di volta in volta prende forma. La fase 0 di Incubalice è un germe. E' una cosa viva che reagisce agli stimoli che si trova di fronte, così la macchina da presa in un unico piano sequenza, senza nessuna indicazione pregressa, indaga la performance, scoprendola in quel momento, influenzandola e (ri)significandola.
Ogni parte del viaggio di Alice è una scoperta. La tappa successiva si lega alla precedente conservando autonomia creativa.
In Germinalice lo specchio è un diaframma che separa in due il mondo di Carroll. La dimensione esterna racconta il mondo al di Qua dello specchio l'acqua che cade richiama il fiume che scorre in un pomeriggio d'estate. Alice parla del mondo, come di una grande scacchiera dove si gioca un'eterna partita. Alice, pedina qualsiasi nella sua vita e nel suo mondo, è una pedina anche nel disegno di Carroll. Improvvisamente l'immagine distante della pedina che chiameremo Blu viene sostituita dal primo piano del Bianco. Questo personaggio è una “contrapposizione”. Una natura infantile e assieme grottesca. E' il nostro Carroll_Bianconiglio. Osserva la pedina Blu giocare, si alza, la porta a se, la svuota e prende il suo posto: lui vuole essere Alice. Blu quindi perde consistenza, non è per noi la protagonista di una favola, ma una proiezione della mente dell'artifex che la partorisce. La seconda dimensione è interna. Il coniglio domina l'ultimo quadro e vive, come dimostra il sangue. I due mondi si confondono e l'acqua, che in principio cadeva sullo specchio, è quella che spegne il fuoco e lava il sangue, rendendo alle cose la loro apparente normalità.
2005
Keramik Papier
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Performance vitreo
MISE EN AMBINE
Regia: Stefano Cormino, Emiliano Campagnola, Alicja Ziolko | Interpreti: Emiliano Campagnola, Alicja Ziolko | Interventi video: Stefano Cormino
Descrizione:
“Diaframmi che diventano sipari che si aprono su teatri di passaggio”. Mise en abime è
una macchina drammaturgica proveniente dal Progetto Eutopie di Giacomo Verde, "... sulla necessità di creare nuove utopie". Un uomo con un passamontagna legge i testi del Subcomandante Marcos. All’inizio della performance egli è nudo, privo d’indentità, il passamontagna è una maschera neutra, è tutti noi, è parte della gente che all’esterno attende l’arrivo del tram. Poi eccolo trasformarsi in un terrorista, un soldato, quel passamontagna ha cambiato natura…
Indossa un cilindro, l’uniforme militare viene sostituita da un frac e lo stesso individuo, lo stesso passamontagna divengono un personaggio sognante, assorto ad osservare cosa accade nella strada, oltre le vetrine. Assiste al passaggio di un tram, quando questo scompare dalla sua vista, su quelle vetrine che lo separano dal mondo circostante, viene proiettata un'immagine dell’interno di quel tram, c’è lui stesso, così si rivede nella stessa condizione a guardare attraverso un’altro vetro: il finestrino del tram. Ma l’immagine cambia, ora ci permette di osservare l’esterno del luogo in cui si trova l’uomo col passamontagna, fuori dalle vetrine, all’ingresso di un edificio che ospita la Marina Militare, c’è una Donna, anch’essa con un passamontagna…balla.
L’uomo col passamontagna, sente il bisogno di uscire, corre da quella donna, con essa inizia a ballare un tango che il pubblico può decidere di osservare in due modi: o attraverso le stesse vetrine o dentro l’immagine proiettata.
2003
Vite3
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Cercando eutopie
Di e con: Giacomo Verde, Emiliano Campanola, Pier Paolo Patti, Stefano Cormino, Alicja Ziolko | Cordinamento: Giacomo Verde | Testi: Subcomandante Marcos, Eduardo Galeano, Elisa Morante, Irene Bignardi
La performance teatrale "Cercando utopie: contagio" nasce da una serie di laboratori di scrittura collettiva sul tema delle nuove utopie, e fa parte del Progetto Eutopie (che vuol dire "luoghi felici"). Le vecchie utopie sociali sono morte, ma nuovi modi di "immaginare" e realizzare "mondi migliori" si stanno concretizzando "qui e ora" senza rimandare la soluzione delle ingiustizie in un lontano ed ipotetico futuro che non esiste più: perchè il futuro è adesso, non è più domani. Le persone e i movimenti che stanno “attuando un futuro migliore” hanno parole e immaginari che nascono dal “fare” e che vanno oltre i soliti schemi estetici e politici. “Cercando utopie: contagio” è dedicata a tutti loro: è nata dall'irriverente “diritto al Delirio” di Galeano, si è svezzata con un certo Brecht riscritto da Don Durito della Lacandona, si è nutrita dei testi di Marcos e degli zapatisti, ha bevuto dai bicchieri di tanti “pensieri dal basso”, ha ascoltato il “suono della foresta che cresce”, ha bruciato e ringraziato antenati, si è scrollata di dosso quasi tutte le parole che aveva e ha impastato visioni e pixel su un velo da sposa ... infine adesso si mostra continuando a cercare “quello che manca” ...
2004
Giacomo Verde
L'Arboreto
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Liguri
Ideazione e realizzazione video installazione: Nicole Leghissa & Paolo Atzori | Testi: Giovanni Carrada | Progettazione
grafica mappe dinamiche: Antonio Rollo | Montaggio video: Stefano
Cormino | Voce narratrice: Franca D'Amato | Allestimento mostra: Franco Ceschi | Realizzazione installazione: Mizar -Roma | Produzione
video: Doclab –Roma | Postproduzione video: Daria Screen –Roma
La video-istallazione situata nel foyer della mostra sulla storia del
popolo dei Liguri, evento inserito tra le iniziative di “Genova – Capitale Europea della Cultura 2004”, si componeva di tre proiezioni simultanee: due schermi verticali, simmetrici, e uno schermo orizzontale.
Diversi processi ed eventi erano visualizzati su una Mappa del
Mediterraneo e una Mappa estesa della Liguria.
La scansione delle diverse mappe avviene su una timeline su cui sono
sincronizzati gli altri due canali di proiezione video.
2004
Paolo Aztori
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Macumba
Regia, riprese e montaggio: Stefano Cormino | Attori: compagnia Lunaïf.
La macumba si fonda su una reinterpretazione in chiave cristiana di elementi religiosi d'origine africana. Lo spettacolo dei Lunaïf, una compagnia di artisti di strada, racconta questo rito pagano attraverso una danza in cui 4 attori, con l’uso di trampoli, sfere luminose, e torce…, ripercorrono l’antica lotta tra il bene e il male.
Il video ci mostra fase per fase l’intero rituale. Esteticamente l’uso di maschere e del picture-in-picture ha reso possibile creare per ciascun personaggio un proprio e personale spazio di azione, nella realtà gli attori si muovevano contemporaneamente nello stesso perimetro. L’incontro/scontro tra queste "spazi" enfatizza la violenza, portando lo spettatore in una dimensione altra, in cui i protagonisti acquistano una caratura quasi divina.
2003
Compagnia Lunaif
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