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Toten
Regia e realizzazione: Pier Paolo Patti | Musica: Retina.it
Animazione a passo uno realizzata in occasione dell’uscita di un dvd di presentazione del MUV; Music and Digital Art Festival, Un arruginito robot si anima attraverso i suoni che compongono il brano, spinta da una siringa/pistone la macchina assemblata da vecchi oggetti si reinventa generatore di musica assegnando ad ogni elemento un suono ed un movimento.
Interamente realizzato in studio il video si compone di immagini realizzate con la tecnica della fotocomposizione, successivamente animate e post-prodotte.
2010
Retina.it
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Noise Painting
Regia e realizzazione: Pier Paolo Patti | Sonorizzazione: Matter
L'immagine - di luce - è un modo di conoscere e non solo di riflettere un fenomeno. (V. Slovskij)
Noise Painting é un'indagine sul fare e farsi dell'opera d'arte: forma e corpo di luce. Il mezzo video libera le realtà figurali intrinseche nella luce, generando un processo di costruzione dell'immagine in cui il creare è sinonimo di dis-velare, in cui la luce - entità in continua metamorfosi e divenire - genera attraverso le sue scansioni spaziali complesse texture e rimandi a figurazioni archetipe. Pulsazioni ed intermittenze luminose dalle differenti ritmiche si sovrappongono, dilatano e smaterializzano fino a scomparire nelle ombre buie dello spazio dello sfondo mediatico. Piani di luce, frequenze e quantum luminosi sono le cifre di una ricerca espressiva, in cui la luce costruisce la forma e al tempo stesso la sgrana e sfoca. Un lavoro di contrazioni e lunghe pause, in cui ombra e fondo concorrono - con la lux - al manifestarsi e declinarsi del segno stesso. Testo di: Raffaella Barbato
2009
Matter
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Monsieur Paul
Regia: Pier Paolo Patti | Screenplay: Pier Paolo Patti, Stefano Cormino | Fotografia: Salvatore Zerbo | Musica: El-ghor
Editing: Pier Paolo Patti, Stefano Cormino | Costumi: Valentina Vitiello Scenario: Ciro Vitale, Mario Paolucci
Figure metaforiche, immerse in una fotografia dal taglio retrò, inscenano stati d'animo complementari e contrastanti. I personaggi mutano, si evolvono, attraversando diversi stadi mentali. L'incrocio di sguardi creato dagli attori tesse una fitta rete di immagini, storie che lentamente delineano la personalità del protagonista. Le sue ansie, le sue paure, i suoi desideri prendono vita in un connubio perfetto di immagini e suoni.
2009
El-ghor
Sea-Horse recording
Epizephiry International Film Festival
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2x1
Video-istallazione. 2 Monitor al plasma 40 pollici.
Regia: Stefano Cormino | Attori: Emiliano Campagnola, Alicja Ziolko
Operatori: Pier Paolo Patti, Michele Cinque | Produzione: Mastofabbro In collaborazione con: Vite3, Teatro Potlach, Aesop Studio
Un uomo. Una donna.
Progenitori di una specie, l’unica capace di estinguere se stessa.
Creati o evoluti dalle scimmie, incapaci di riconoscersi nell’altro.
Esseri limitati, all’oscuro della loro necessità d’esserci.
2009
Aesop studio
Teatro Potlach
Vite3
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Martine Bedin, il film
Art Direction: Francesco Giuliani | Regia: Stefano Cormino, Bruno Capezzuoli | Fotografia:
Vitaliano Lopez | Camera: Stefano Cormino Musica: Retina.it & Fulvio Di Nocera
L'idea di un documentario sull'opera dell’architetto e designer Martine Bedin nasce dalla curiosità di indagare il rapporto che l’artista francese ha con i suoi oggetti, la dimensione creativa che accompagna l’avvio del processo di progettazione. Un racconto personale su come certe forme hanno preso il loro spazio, su come vengono pensati i materiali e i segni, una visione intima sulle sue ultime collezioni.
Interlocutori a distanza sono l'architetto e designer Michele De Lucchi e i due artigiani del marmo Egidio Di Rosa e Luciano Lazzini. Attraverso le loro voci scopriremo le problematiche, pratiche e concettuali, che continuamente si pongono durante la realizzazione di un'opera di Martine Bedin. Un breve viaggio nella storia della Memphis e un'occasione per omaggiare il suo fondatore, Ettore Sottsass.
Il luogo dove Martine si muove è un luogo solitario, un luogo incerto, scivoloso e complicato. E’ il luogo dove Martine prova a disegnare il “disegno” stesso, cioè prova e prova rischiando ogni volta a dare un senso alto al disegno: rischiando sempre, indagando per immaginare che cosa è il disegno, indagando sul fatto che il disegno c’é, sul fatto che il disegno è necessario, domandando che cosa succede quando un “disegno” va a finire nel mondo, nelle mani di altri, penetra nella esistenza degli altri. Ettore Sottsass
2009
Pixel Orchestra
Studio Orizzonte
Retina.it
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Roger
Regia: Pier Paolo Patti | Interprete: Emiliano Campagnola Soundscape: Retina.it | Fotografia: Salvatore
Zerbo | Montaggio: Pier Paolo Patti |
Ass. alla regia: Valentina Vitiello, Stefano Cormino, Salvatore Zerbo
| Scenografia: Pier Paolo Patti, Mario Paolucci Camera: Stefano
Cormino, Salvatore Zerbo
Metafora dolorosa dell’aggressione sistematica, spietata ed imperturbabile inflitta all’individuo - ed alla sua capacità reattiva - nell’era della war/raw e della violenza mediatica, Roger mette in scena il malessere inconsolabile della condizione umana contemporanea, costretta ad un'impotenza lacerante senza scampo. Il primo uomo (o forse l’ultimo) del nostro mondo rinnova, nella ciclicità dell’esistenza, il dolore universale della Storia, pagandone lo strazio direttamente sul proprio corpo, trafitto da lame invisibili quanto affilate. Immagini di guerra e di morte - familiari come videogames - bombardano, mute e martellanti, il suo cervello, ininterrottamente sotto tiro del fucile mediatico. La solitudine è sconfinata. Lo spazio di manovra limitato ed angusto. La bocca vomita sangue, segno di rifiuto, nausea e malattia.In un luogo onirico, fuori dal tempo e dallo spazio, il condannato a morte tenta, in un gesto estremo, la sua ultima ribellione, principio di rinascita e ricerca. Ma da vittima si ritroverà inconsapevolmente carnefice, contribuendo a scrivere la Storia con il sangue, spettatore attivo di una ferocia che rende tutti - attori e pubblico inerme - corresponsabili. Il percorso è già segnato, non sono ammesse deviazioni. Ogni tentativo di rivolta è soppresso, ogni volontà di manifestare vana. Il dolore si materializza nelle ferite. Piedi e mani immobilizzate. Il condannato è pronto per l’esecuzione. Ancora un'opera spiazzante e disturbante, rappresentazione tragica di un'impossibilità che si traduce in colpevolezza, dove la forma stessa della messa in scena - in cui l'inizio è già fine - rafforza, nella sua ineluttabile e soffocante circolarità, la denuncia di un'assenza. Testo di: Chiara Gelato
2006
Retina.it
Vite3
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Wstawac III
Video: Pier Paolo Patti | Musica: Retina.it
"Noi dobbiamo costruire un uomo che non soccomba alla degenarazione di questa nuova era. il giovane tedesco del futuro dovrà essere agile e slanciato, vivace come un levriero, corriaceo come il cuoio e, duro come l' acciaio di krupp"da un discorso di adolf hitler nel
tempo in cui i sui generali nei lager torturavano e uccidevano con infamia milioni di ebrei.
2006
Retina.it
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Compianto, la pietà studio#1
Regia: Pier Paolo Patti | Interpreti: Assunta Maria Violante, Ciro Vitale Musica: Retina.it | Camera: Pier Paolo Patti,
Stefano Cormino
La trasposizione di un dolore di una madre che compiange il figlio morto; che da intimo e personale diventa collettivo in seguito all’ imposizione di un confronto posto con umiltà e naturalezza.
I fedeli cercano convincimento, insistentemente, in preda ad una fede cieca. Una lunga tavola imbandita, impone il confronto tra violenza e religione, in un rapporto limpido, una silente intesa che racchiude dentro di se la storia del sangue dalle crociate al terrorismo contemporaneo
2005
Retina.it
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Civilization, prelude
Regia: Stefano Cormino | Musica: Resina | Disegni: Sergio Milano
Descrizione:
Il videoclip nasce come un estratto del film Civilization. In questo caso lo sviluppo della civiltà industriale si ferma alla fase di massima espansione. Naturalmente è stato più difficile sintetizzare in soli 5 minuti ciò che nel film occupa i primi 6 capitoli, al montaggio abbiamo capito che limitarsi a scegliere le sequenze migliori ci avrebbe portato in una direzione sbagliata, così è stato necessario pensare a nuove associazioni, nuovi rapporti di causa/effetto tra le immagini, il che ha dato vita ad un “testo” completamente autosufficiente.
2003
Retina.it
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Insògno
Regia: Pier Paolo Patti | Interpreti: Antonio Ottaviano,
Annamaria Lardone, Generoso Celone, Antonella di Lauro, Olimpio
Pella, Enrico Sibilio, Pier Paolo Patti, Robert Lagowski | Musiche: Retina.it | Riprese e montaggio: Stefano Cormino | Animazione
digitale: Francesco Balzano
“L’evoluzione ha generato specie umane differenti. Etica e società sono termini in disuso da tempo. Dai corpi morti si estraggono sogni…diventati merce preziosa”. Con questa didascalia si apre il cortometraggio Insògno, diretto da Pier Paolo Patti, girato e montato interamente in digitale il corto è un viaggio nell’incoscio di un essere umano. Un “sopravvissuto” ad un mondo-discarica dove i giorni sono illuminati esclusivamente dalla luce crepuscolare in attesa di una notte in cui non è consentito sognare. Non resta che rifugiarsi in un sonno indotto, in immagini sfocate in b/n, prodotte da una sostanza sintetizzata nelle “Dream Factory”. Fabbriche/laboratori, come antri infernali, sviluppatesi nelle viscere delle vecchie città.
2003
Retina.it
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